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La canzone di Marinella
 

La canzone di Marinella, celebre brano di Fabrizio De Andrè, nacque da un fatto di cronaca che il cantautore ebbe occasione di apprendere leggendo il quotidiano “La Provincia” a soli quindici anni.

Il cruento episodio impressionò fortemente il ragazzo che, alcuni anni dopo, volle raccontare questa triste storia in musica e parole.

Marinella, in arte Mary Pirimpò, nel gennaio del 1953 venne derubata, colpita da numerosi proiettili e gettata nel fiume Olona,  trovando ivi la morte a soli sedici anni.

Il corpo della giovane donna, probabilmente costretta a prostituirsi dalla famiglia di origine,  non venne mai più trovato ed alcuni azzardarono l’ipotesi del suicidio.

Fabrizio De Andrè volle allora donare a Marinella una nuova identità e ne cantò la triste sorte con dolci e commoventi parole.

 

La Canzone Di Marinella

Questa di Marinella è la storia vera
che scivolò nel fiume a primavera
ma il vento che la vide così bella
dal fiume la portò sopra a una stella

sola senza il ricordo di un dolore
vivevi senza il sogno di un amore
ma un re senza corona e senza scorta
bussò tre volte un giorno alla sua porta

bianco come la luna il suo cappello
come l'amore rosso il suo mantello
tu lo seguisti senza una ragione
come un ragazzo segue un aquilone

e c'era il sole e avevi gli occhi belli
lui ti baciò le labbra ed i capelli
c'era la luna e avevi gli occhi stanchi
lui pose la mano sui tuoi fianchi

furono baci furono sorrisi
poi furono soltanto i fiordalisi
che videro con gli occhi delle stelle
fremere al vento e ai baci la tua pelle

dicono poi che mentre ritornavi
nel fiume chissà come scivolavi
e lui che non ti volle creder morta
bussò cent'anni ancora alla tua porta

questa è la tua canzone Marinella
che sei volata in cielo su una stella
e come tutte le più belle cose
vivesti solo un giorno , come le rose

e come tutte le più belle cose
vivesti solo un giorno come le rose.
 

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